Con il brano da me scritto ed interpretato vocalmente: “ARTISTICANTATA”, sono stata presa in considerazione da Gioia Lomasti, poetessa e curatrice della Collana Editoriale "POESIA E VITA" delle EDIZIONI RUPEMUTEVOLE.
La canzone diventerà presto una sorta di colonna sonora della fortunata Collana di Poesie (al tempo nascente) che vanta attualmente ottimi risultati.
Inizia in questo modo fra La Cantante e La Poetessa una collaborazione che dura nel tempo.
PRGETTO ALMAX, diventa fusione di musica e stili promuovendomi come cantautrice in diverse collaborazioni.
A seguito di varie richieste di chi avrebbe voluto ascoltare un proprio scritto musicato, nasce la SEZIONE CANTAPOETI, attraverso la quale tutti possono dare vita alle parole da loro scritte.
Questo progetto offre tanta opportunità come:
-Pubblicità della propria canzone attraverso laboratori creativi
-Possibilità di entrare in una collana edita di libri
-Possibilità di cd con racchiuse le canzoni delle varie raccolte CANTAPOETI
... e molto altro ancora ...
inoltre una canzone personalizzata potrebbe essere un regalo originale.
Pagina ufficiale del Progetto Cantapoeti
PRESENZA DI TE
RispondiEliminaQuando si alzava la luna
osservavo il silenzio.
Fingevo fosse normale
parlarti
come se tu fossi stato lì
davanti a me.
Ti parlavo di me
delle mie inquietudini,
della paura che mi seccava
la gola
del domani che sentivo
incerto
Dei tuoi abbracci mancati
in bilico tra la tua assenza
e l' eterno mio cercarti
e tenerti stretto
nei ricordi
col passare degli anni
e in essi mi perdo stanotte
disegnando nel cielo
una via che ti riporti a me
SON VERSI FOLLI
RispondiEliminaAh...ma che brave son le genti(e bada errato non ho...
ma a bella a posta io scriva cosi'...)dicevo...che brave le genti,
a parlare a interpretare e dar consigli...
Politica riescon a fare, anche
da semplice poesia...
Ahhh...che brave son le genti!
C'è chi s'improvvisa
psicologo,chi recita la parte di chi sa chi,di chi sa cosa...e io danzo...danzo
con le lettere dell'alfabeto che mi svolazzano intorno...e allor
sistemarle dovrò...e scrivo,scrivo...perchè cosi' mi piace...a volte ...
invento,a volte verità vomitate...ma sempre al di dentro...sol me può
sapere e vedere che c'è veramente
Perchè nel danzar folle delle
parole...solo io che ho sonato sta folle musica...posso recitare nel
bene o nel male,i versi miei folli...By Caddy
Di:Anna Caddy Carella
Seduti su corteccia d'abete
RispondiEliminaSu corteccia d'abete seduti
nel silenzio delle bocche cucite
poggiava un raggio basso, fendente
Il giovane e il vecchio
alla vigilia d'un viaggio
non portavano più
il bollo nemico del rancore
Ma occhi caldi ad alta quota
strumenti di giustizia personale
in tutto quel mondo da camminare
Su corteccia d'abete seduti
lentamente si scioglievano le bocche
e furono romanze e cronache
solo dopo un po’ malinconiche
"Lo sento urlare l'anno che arriverà
andrò via di qua
lascerò un posto vuoto in fonderia
e i sabati alcolici senza poesia
Cercherò le mani di una cameriera
che m'invadano il petto nella sera"
" Figliolo io sono un qualunque Cristo per bene
e non merito le bugie della città
ecco perché son salito fin qua.
Credimi figliolo,
non ho memoria
se non di bimbo sconfitto
se non di pane scuro
Io ti darò l'esperienza senza volo
tu la speranza dell'incanto.
E sarai padre come me
e io figlio come te". Valentina Gaglione
Esco dalla porta di servizio delle stelle.
RispondiEliminaL'anarchia è malattia deviante
della libertà nella sua essenza
nata dall'eccessiva insania contraria
a quella di potere e di partito
dove i morti non sono mai abbastanza
e le rovine aumentano dimensione
con il peccato di sottomettersi a se stessi
nella presunzione di governarsi il difetto.
Troppi simboli hanno squamato l'orizzonte
troppe ignare adesioni all'insano pretesto
di sostituire Satana a se stesso,
nell'importo inferiore di pensiero
di nullafacenti in piazza a predicare cazzate
mentre un operaio muore pressato
e una madre piange per miseria.
E' da secoli che si rinnovano le catene
dall'impero delle aquile reali
alla croce santa, celtica e al martello
che nulla è cambiato se non in peggio
in quel divenire di sangue innocente
sepolto dalle industrie e dal cemento.
Non c'è l'assistenza della storia vissuta
ma solo di quella scritta a tradimento
per esigenze personali di comando
con rischieste esose di governo.
Non è più tempo di vestirsi tutti uguali
per appartenere ad un idiota diverso,
preferisco un fabbro che mi spezzi le catene
ed esco dalla porta di servizio delle stelle
dove Giustizia prestò giuramento
a vegliare su chi la invoca,
e non veder più voi scempi menomati
a sbandierare pace e libertà
per poi voltarvi dall'altra parte a culo chino
e dire con fierezza si Signore.
Pasquale Sacchinelli
Arcobaleno
RispondiEliminacime innevate
si perdono nel verdeggiante
orizzonte
di una rigogliosa pianura
profumata di glicine.
Canuti pastori
si crogiolano
al riparo dalla calura
di un agosto
ricco di messi abbondanti.
Lo scampanio ritmico del gregge
riempie di festosi rintocchi
l'aria tersa
e piena della fragranza
di fiori dai mille colori,
che petalo dopo petalo,
tracciano in cielo
un arcobaleno,
catena spezzata
e risoluzione
dei nostri dolori
Quanto fiato nella pietà d'esausti nuovi invecchiar!?!....
RispondiEliminaPioggiato sguardo su libri non letti,
dimesso d'anche questo monito chiuder
in un bauletto di memore,
lettere, momenti...
Aculei infiniti....
Discorsi troppo lunghi saranno assennato tempo,
forse rumoreggio di solamente banalità,
formalità di non esser del tutto ancor
isola da sola....
Gli amori son sabbie di professione,
accenti di pronto seme
a fertil età,
il fuori,
conosciuto confonder specchi,
tue vaghe orme, golose,
macchie strucche di dive,
resse pericolanti;
Pargol o eroi, l'ancora mestiere
di portar occhi verso casa,
arriva a regìa e pluvia,
scrosta comandi di - " ...perchè mi segui!?!..." -,
muover di tal vene,
l'inventario versatilità talpa dentro,
sempre più pugni in tasca,
mia tela di marte,
girasole in cerca di mondo a ciò che viene,
ma agli occhi scende piuttosto vano....
"AMORE META A META'."
RispondiEliminaDestreggiar carsi scritti scalini,
fa dita a sensazione,
spiovente il cuor,
Dolce Estro Malinconar Istinti, Languendo Orfan Vorticar Enfasi....
Sparuti cachet,
grondar di Demi ceri a fiotti,
in epoche notturne fecerò il "poeta" ,
triste a tendini di mire autorali....
Sbancar di porte a indifeso,
colo di pasticcio,
sbavar,
guerramaro vestirsi bromuro,
bramando morfina...
Cortocircuire in alta tensione
d' esile amor
a dorato greggio zampillo,
esule volto...
I giorni dell'ira poetica
RispondiEliminaIn queste condizioni avverse di trasporto
che mi vanto dei miei titoli di viaggio
dove le stelle mi sanzionano se non esploro
perchè sono un continuo inventario da rifare
un volo fuori schema e fuori orario,
una perturbazione atlantica che ti saluta
un giorno di giochi tra gli ottoni
o una dolce euforia del presente,
nonostante qui mi abbrevi nel silenzio
dei miei giorni tutti uguali e formali
nel buongiorno a un passante disattento
mentre accellero le macchine con le pile
come di consueto da bambino
alla corda delle aquile impastate
di brezza dannata dai comignoli
che si scontra con violenza sul cemento,
io con buste di naftalina nei vestiti
per una cena speciale oltreoceano.
E' nelle piccole cose fuori tendenza
che l'alta tensione aumenta il suo voltaggio
dove non c'è concorrenza se ti amo
perchè il mio tessuto incarna in te la mia visione
mentre ascolto la cronaca alla radio
dell'evasione di un poeta dalle gabbie
sistematosi al bordo oltre la meta
urlando a noi il suo perdono
per aver sofferto senza ascolto le catene
vivendo per anni fuori corso il pianeta
che il prezzo da pagare lo ha estinto
e poco ormai gli importa perchè libero
se dai suoi mondi verdeggianti
non si ferma più nessuno."
Sacchinelli Pasquale
“Volando” al paese di mio padre
RispondiEliminaOra vado con la mia solitudine,
attraversando i raggi del sole,
osservando dall’alto il mare
più profondo
e il pensiero ritorna,
alla mia fanciullezza
con l’attesa di fare quel viaggio
con bramante allegria intorno
con fulgido sorriso
scaturito da labra innocenti
E il calar della sera
più duro nell’aspettare
il lucente mattino
per sentire emozioni
d’improvviso arrivate
in aurora lucente e beata
invocando la luna
a farci compagnia.
come uomo cammino
e ancora fanciullo
aggrappato a forte e callosa mano
che sicura
in arcano mistero
emanava calore.
E allora già ero
in quel posto arrivato
volando senza viaggiare
con l’abbraccio di un cielo
a giorno stellato
che prepotente
ci immette
in loco paterno,
In una fredda ma calda nel cuore
mattina d’inverno!!
"Si aprono"
RispondiEliminaSi aprono..muovono..
la vita a un volto nuovo..
ed io mi muovo..crescono..libere..
nel vento..queste nuove emozioni..
se non le lasci via ..andare via..
ci porteranno a far dell'allegria ..
la nostra unica ragione di vita..
in questo incerto caos della città..
dove ogni cosa buona sembra ormai svanita..
dove ogni certezza era andata persa..ormai..!
Se sogneremo in due..diventerà..
soltanto la dolcissima realtà..che ci sorprenderà..!
Non lasciare questa mano..
domani potrei non essere più qua..
non lasciare andar lontano ..
chi non vuoi che se ne va..
stringi forte tra le dita..
questa scia che senti dentro..
non lasciare che il sentire ..
si dissolva in un momento..
Si aprono..muovono..
i sogni e le paure..pianure e grandi alture..
stringimi..andremo insieme..
per la via..in due sarà più caldo..
quel sole che è lassù..
in due nessuna paura..
ci può turbare più..!
Un abbozzo dispettoso
RispondiEliminaPresi un foglio bianco d’autrice,
Un inchiostro con la schiuma,
Una penna con la piuma –
e ci scrissi, “SONO FELICE”…
Poi piegai il foglio in fretta
Con l’inchiostro ancora fresco
Per mandare la circolare
Urbi et orbi – un messaggio solare
Ma l’inchiostro non era asciutto
E si sparse dappertutto
Nella fuga lasciando le orme
Del messaggio oramai deforme
E trovai fra le mie dita
Un ammasso di carta sgualcita
Ricoperto con le chiazze
Di colori e forme pazze
E ne feci una pallina
Con dispetto da ragazzina
E la getto contro i muri nemici
Fra di me e me felice!..
Veronica Liga
Terraferma
RispondiEliminaLa mia storia si ferma qui -
L'orologio guastato,
La veranda bagnata,
Nella mente né "No", né "Si'",
Un qualcuno non brutto,
Quasi sconosciuto -
Non gli frega in fondo di me
Ma mi offre un aiuto...
- E' una fuga, la mia, - ahime'! -
Vomitando in corsia
Le mie poesie...
Qui qualcosa s'aggiusta - chissà? -
Terraferma isolata
per la mia fregata -
Tutta l'aria di tempo fa:
Come se niente fosse -
Né voli, né scosse
- E riporto uno specchio là,
Dove in tutte le stanze -
le ombre distese
delle mie speranze,
paure ed attese:
Chi ora si riconoscerà?
E' un circuito chiuso,
E un poco ne abuso...
La mia storia si ferma qua':
Nella mente un solo: "Ma va?.."
Veronica Liga
-HEY DOTTORE_ da "albe e tramonti d'amore"
RispondiEliminaHey dottore,
sto proprio male,
ho il morbo dell'amore
in fase terminale.
Son malato,
lei mi tortura,
sento il cuore che mi scoppia
ed ho paura.
E il fiato non mi sale,
non posso respirare,
aiutami dottore
non so più cosa fare.
Ma amarla mi consola
e guarire è una parola;
dottore lascia stare,
continuerò ad amare.
Amerò lei,lei,lei,lei,lei.
Dottore,hey,
vorrò morire;
non c'è altra spiegazione,
non so che cosa dire.
Non c'è cura,
non c'è ricetta,
il dolce veleno uccide
e uccide in fretta.
Il cuore non rallenta,
non lo so più fermare:
è un rullo di tamburi
che non so controllare.
E' lei la malattia,
ascoltami dottore;
sto bene,sto da dio
e morirò d'amore.
Amerò lei,lei,lei,lei,
dottore hey!
-RISPONDIMI- da "albe e tramonti d'amore"
E chiamare amore
il nostro no,
non è possibile.
Era qualcosa di più grande,
di profondo,
di indescrivibile.
Ma vorrei esser stato io
ad averti calpestato il cuore
com'è riuscito bene a te col mio,
con due parole.
E polvere ce n'è
sulla tua immagine
sbiadita che
si perde tra ricordi splendidi
di giorni andati
in ore inutili.
E oggi che ti so
tranquilla
tra le tue quattro mura,
dove rafforzi la tua scelta
per sentirti
sempre più sicura.
Vorrei sapere che cos'hai,
cosa ti è rimasto in fondo al cuore;
tu che per me non hai sacrificato niente
per amore.
E polvere ce n'è
sulla tua immagine
sbiadita che
si perde tra ricordi splendidi
di giorni andati
in ore inutili.
-AYRTON PICCOLO RE- da "albe e tramonti d'amore"
Tu che hai bussato piano
un giorno alla mia vita
e con il tuo arrivo hai dato
ritmo ai battiti.
Tu che da quel giorno sei
il mio bene più prezioso,
da quel mattino di settembre
sei il mio piccolo Re.
Tu che porti un nome
unico,un nome grande,
che si pronuncia lieve
come musica.
Tu che sei raggio di sole
tra le nuvole,
il dolce lieto fine
in un mondo di favole.
Tu che sei,
sei e sarai per me
il mio piccolo Re,
il mio piccolo Re.
Sarai tutti i miei sogni
e tutto il tempo che c'è.
Sei e sarai per me
il mio piccolo Re.
Tu che hai dato il giusto senso
ad ogni mia giornata,
cancellando le mie lacrime
con l'allegria.
Tu che mi sai emozionare
con il solo sguardo
e con un tuo abbraccio
uccidi ogni malinconia.
Tu che con la tenerezza
riesci a scardinare
anche il cuore più blindato
e più freddo che c'è.
Tu che mi levi la fatica
con un sorriso
ed ogni volta mi stupisci
con i tuoi curiosi perchè.
Tu che sei,
sei e sarai per me
il mio piccolo Re,
il mio piccolo Re.
Sarai tutti i miei sogni
e tutto il tempo che c'è.
Sei e sarai per me
il mio piccolo Re.
Tu che sei parole nuove,
nuove sensazioni,
che come onde di burrasca
s'infrangon su di me.
Tu che mi hai raggiunto ieri
lungo il cammino
e senza una parola mi hai
portato con te.
Tu che davanti hai aperta
ogni strada
e cento e mille scelte
da portare con te.
Tu che sarai per me,
comunque vada,
il mio solo e grande
piccolo Re.
Tu che sei,
sei e sarai per me
il mio piccolo Re,
il mio piccolo Re.
Sarai tutti i miei sogni
e tutto il tempo che c'è.
Sei e sarai per me
il mio piccolo Re.
Massimo Casoli
-HEY DOTTORE_ da "albe e tramonti d'amore"
RispondiEliminaHey dottore,
sto proprio male,
ho il morbo dell'amore
in fase terminale.
Son malato,
lei mi tortura,
sento il cuore che mi scoppia
ed ho paura.
E il fiato non mi sale,
non posso respirare,
aiutami dottore
non so più cosa fare.
Ma amarla mi consola
e guarire è una parola;
dottore lascia stare,
continuerò ad amare.
Amerò lei,lei,lei,lei,lei.
Dottore,hey,
vorrò morire;
non c'è altra spiegazione,
non so che cosa dire.
Non c'è cura,
non c'è ricetta,
il dolce veleno uccide
e uccide in fretta.
Il cuore non rallenta,
non lo so più fermare:
è un rullo di tamburi
che non so controllare.
E' lei la malattia,
ascoltami dottore;
sto bene,sto da dio
e morirò d'amore.
Amerò lei,lei,lei,lei,
dottore hey!
Massimo Casoli
-RISPONDIMI- da "albe e tramonti d'amore"
RispondiEliminaE chiamare amore
il nostro no,
non è possibile.
Era qualcosa di più grande,
di profondo,
di indescrivibile.
Ma vorrei esser stato io
ad averti calpestato il cuore
com'è riuscito bene a te col mio,
con due parole.
E polvere ce n'è
sulla tua immagine
sbiadita che
si perde tra ricordi splendidi
di giorni andati
in ore inutili.
E oggi che ti so
tranquilla
tra le tue quattro mura,
dove rafforzi la tua scelta
per sentirti
sempre più sicura.
Vorrei sapere che cos'hai,
cosa ti è rimasto in fondo al cuore;
tu che per me non hai sacrificato niente
per amore.
E polvere ce n'è
sulla tua immagine
sbiadita che
si perde tra ricordi splendidi
di giorni andati
in ore inutili.
Massimo Casoli
-AYRTON PICCOLO RE- da "albe e tramonti d'amore"
RispondiEliminaTu che hai bussato piano
un giorno alla mia vita
e con il tuo arrivo hai dato
ritmo ai battiti.
Tu che da quel giorno sei
il mio bene più prezioso,
da quel mattino di settembre
sei il mio piccolo Re.
Tu che porti un nome
unico,un nome grande,
che si pronuncia lieve
come musica.
Tu che sei raggio di sole
tra le nuvole,
il dolce lieto fine
in un mondo di favole.
Tu che sei,
sei e sarai per me
il mio piccolo Re,
il mio piccolo Re.
Sarai tutti i miei sogni
e tutto il tempo che c'è.
Sei e sarai per me
il mio piccolo Re.
Tu che hai dato il giusto senso
ad ogni mia giornata,
cancellando le mie lacrime
con l'allegria.
Tu che mi sai emozionare
con il solo sguardo
e con un tuo abbraccio
uccidi ogni malinconia.
Tu che con la tenerezza
riesci a scardinare
anche il cuore più blindato
e più freddo che c'è.
Tu che mi levi la fatica
con un sorriso
ed ogni volta mi stupisci
con i tuoi curiosi perchè.
Tu che sei,
sei e sarai per me
il mio piccolo Re,
il mio piccolo Re.
Sarai tutti i miei sogni
e tutto il tempo che c'è.
Sei e sarai per me
il mio piccolo Re.
Tu che sei parole nuove,
nuove sensazioni,
che come onde di burrasca
s'infrangon su di me.
Tu che mi hai raggiunto ieri
lungo il cammino
e senza una parola mi hai
portato con te.
Tu che davanti hai aperta
ogni strada
e cento e mille scelte
da portare con te.
Tu che sarai per me,
comunque vada,
il mio solo e grande
piccolo Re.
Tu che sei,
sei e sarai per me
il mio piccolo Re,
il mio piccolo Re.
Sarai tutti i miei sogni
e tutto il tempo che c'è.
Sei e sarai per me
il mio piccolo Re.
Massimo Casoli