Ho atteso la caduta
sbavando l'alba;
biglia di fuoco rollante,
morsa della vita
insulto alle carcasse d'ombra,
osceno cantico della sera.
Ho atteso
lo sgorgo dell'anima
nello siacquio delle parole.
Impasse di ieri
scorci azzurrati l'oggi
fondali depravati
ti hanno portato qui
a succhiare veleno,
forza del mio cammino,
cingere caviglie e polsi
di caustico amore.
Se svelassi
l'incauto pensiero,
flagello di mille piume
nel vano del cuore
....
deporrei la pietra tombale
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